Detti Edoardo (1913/ 1984)

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Detti Edoardo (1913/ 1984) 
1913/ 1984 
Detti 
Edoardo 
Edoardo Detti è stato un architetto e urbanista italiano. Si iscrive alla Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Firenze che non segue con regolarità, a causa del contemporaneo servizio di leva nell'artiglieria alpina. Laureatosi nel 1940 con il progetto per un istituto universitario di fisica, diviene in seguito assistente del suo relatore, Giovanni Michelucci. Dopo l’auto-liberazione di Firenze, è presente nel dibattito cittadino e in numerose commissioni, tra le quali la Commissione Artistica per Firenze distrutta (denominata “commissione delle macerie”), le commissioni urbanistiche comunale e provinciale per la ricostruzione e la commissione del Centro studi del Partito d’azione per lo studio dei problemi edilizi e artistici, ed è anche attivo sul fronte progettuale, con la partecipazione a diversi concorsi per la ricostruzione dei ponti e delle zone bombardate del centro urbano durante la guerra. Nel 1946 si occupa del piano di ricostruzione di Pratovecchio e nel 1947 di quello per Stia, entrambi nel Casentino; contemporaneamente, avvia l’attività professionale a Firenze con la realizzazione di numerosi progetti per ville, residenze private, negozi, e la collaborazione con vari professionisti, tra i quali Astengo, Scarpa, Santi, Savioli, Pastorini, Bartoli, Sagrestani, Giuntoli. L’impegno universitario prosegue con l’incarico alla Facoltà di Architettura di Firenze per l’insegnamento di “Decorazione”, tra il 1946 e il 1951, e con il conseguimento della libera docenza in “Urbanistica” e in “Architettura degli interni”, tra il 1951 e il 1952, ed in “Caratteri dell’architettura moderna” fino al 1963; successivamente diviene titolare della cattedra di “Urbanistica” fino al congedo del 1983. L'amicizia con il critico d’arte Carlo Ludovico Ragghianti, iniziata nel periodo della guerra partigiana, dà avvio a una collaborazione che porta all'allestimento di alcune significative mostre: come quella a Palazzo Strozzi su “La casa italiana nei secoli” (1948), quella su “Lorenzo il Magnifico e le Arti” (1949) e quella su Frank Lloyd Wright, prima mostra italiana dedicata all’architetto e urbanista americano, organizzata nel 1951 con Oskar Stonorov; seguiranno quelle su Le Corbusier (1962) e Alvar Aalto (1964). Nel 1950 entra a far parte dell'Istituto Nazionale di Urbanistica (INU), con il quale collabora per oltre trent'anni fino a diventare presidente tra il 1970 ed il 1977. Nel 1955 riceve il Premio Olivetti per la critica di architettura e urbanistica. Fonda e segue, tra il 1972 e il 1978, la 2Scuola Internazionale di scienze ambientali2 presso il Centro di cultura scientifica E. Majorana di Erice. All’incisiva attività didattica, affianca un costante impegno politico nel Consiglio Comunale di Firenze, oltre che l’attività di progettista negli ambiti dell’intervento per il restauro, la salvaguardia e la tutela di manufatti singoli, di centri storici, di interi territori, e l’attività di gestione urbanistica. Tra le sue opere, si ricordano la redazione di una serie di piani regolatori per città medie e piccole, spesso seguiti da rielaborazioni e varianti, tra gli anni ’50-’70, gli interventi realizzati con Carlo Scarpa di ristrutturazione edilizia della sede del Grand Hotel Minerva (1959-61), la progettazione di casa Malagola a Godo (RA) (1953-58), la ricostruzione della chiesa di San Giovanni Battista a Firenzuola (distrutta nel 1944, 1959-66) e la realizzazione della sede dell’edificio Nuova Italia Editrice a Firenze (1968-73), il Palazzo di Giustizia di Massa in collaborazione con L. Cardarelli (1961-1976) e la stesura dei Piani particolareggiati di alcuni centri storici non solo toscani, negli anni Settanta e Ottanta.  
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