Antiquarium e Area archeologica di Veleia - Lugagnano Val d'Arda

http://dati.emilia-romagna.it/id/ibc/IT-ER-PC001 an entity of type: Museum

All'interno dell'area archeologica dell'antica Veleia, l’Antiquarium trova posto nella palazzina costruita come sede della Direzione degli Scavi dalla duchessa Maria Luigia. Nel 2010 un progetto di valorizzazione, riallestimento e accessibilità ai disabili ha interessato sia i resti dell’antico municipio romano, distribuiti su una serie di terrazze degradanti, modificandone la fruibilità del percorso di visita, sia l'Antiquarium. L’area archeologica fruisce ora di un'adeguata segnaletica, di zone di sosta e di spazi per l'attività didattica e di studio all’aperto. Percorsi appositi facilitano ai diversamente abili (disabili motori e non vedenti) la visita del sito. L’Antiquarium ospita materiale proveniente dagli scavi, secondo una suddivisione in aree tematiche, a cominciare dal settore che accoglie il materiale delle sepolture preromane, proseguendo per l'area dei culti (con la statua del cosiddetto Giove Ligure), l'area pubblica romana (con il calco di Baebia Basilla, della Tabula Alimentaria e della Lex Rubria, la stele del Venator e altro materiale architettonico), l'area privata romana (con il grande dolio) e infine la sezione riservata ai culti funerari romani.  Si comincia con l’esposizione dei corredi funebri preromani dal sepolcreto a cremazione scoperto a nord-est dell'abitato e dei materiali rinvenuti sporadici nell'abitato, appartenenti alla fine della seconda età del Ferro: fibule, anelli, armille, borchie in bronzo, cuspidi di lancia, spade in ferro spezzate per motivi rituali, oltre a varie forme ceramiche. Al periodo romano rimandano le copie in gesso delle due preziose tavole bronzee, oggi custodite presso il Museo Archeologico Nazionale di Parma: la Tabula Alimentaria Traiana e la Lex de Gallia Cisalpina. Documentate sono anche le sepolture a cremazione romane rinvenute ai margini della città e databili tra il I e gli inizi del III secolo d.C. con le relative suppellettili funerarie in cui sono presenti balsamari in vetro, lucerne e una preziosa patera baccellata in vetro murrino. Si segnalano inoltre la figura virile barbata in pietra locale, identificabile come una raffigurazione di Marsia, simbolo dell'autonomia cittadina, il tondo in marmo di lunense recante la dedica alle Ninfe e alle Forze Auguste da parte di Lucio Granio Prisco - il magistrato che fece costruire la fontana presso cui pare fosse anticamente collocata l'iscrizione - e il mosaico policromo con maschera teatrale strappato nel 1762 da un ambiente del settore meridionale del foro. Nel percorso è inoltre possibile confrontare la prima pianta degli scavi archeologici redatta da P.A. Martini nel 1767 con quelle realizzate sulla base delle indagini più recenti. Veleia, nell'alta valle del Chero, fu municipio romano verso la metà del I secolo d.C. Tracce di un insediamento più antico sono tuttavia testimoniate da un sepolcreto dell'età del Ferro. La città fu rinvenuta proprio grazie alla scoperta della tavola bronzea iscritta traianea, la più grande pervenutaci dall'età romana, nel 1760 venuta in possesso del duca di Parma Filippo di Borbone, il quale diede inizio a scavi sistematici. Furono così riportati alla luce il foro, la basilica, le terme e numerosi altri edifici, oltre a statue e numerosi reperti di grande valore. Sulla pavimentazione in arenaria del foro, ben conservata, rimangono le impronte delle lettere in bronzo dell’iscrizione commemorativa del duoviro L. Lucilius Priscus finanziatore di questa grande opera pubblica.
Located in the archaeological area of the ancient settlement of Veleia, the Antiquarium is in the building erected by the duchess Marie Louise to house the offices of the Director of Excavations. In 2010 both the remains of the ancient Roman municipium, that are spread over a series of descending terraces, and the Antiquarium were subject to a project aimed at their requalification, rearrangement and at making them accessible to disabled persons. The archaeological area now benefits from suitable signposting, rest areas and spaces for carrying out educational activities and for outdoor studying. Specific routes facilitate disabled people (with mobility problems or sight-impaired) who visit the site. The Antiquarium houses the material from the digs, subdivided by topic, starting from the sector with the finds from pre-Roman burial sites, and then proceeding to the area dedicated to religious cults (with the statue of the so-called Ligurian Jupiter), the Roman public area (with the casts of the Baebia Basilla, of the Tabula Alimentaria and of the Lex Rubria, the Venator stone and other architectural material), the Roman private area (with the great dolium) and to finish the section dedicated to Roman funerary cults.  The exhibition starts with pre-Roman grave goods from the cremation burial site to the north-east of the settlement and sporadic material found in the settlement itself, belonging to the end of the Second Iron age: fibulas, rings, armlets, bronze bosses, spearheads, iron swords broken in two for ritual purposes, as well as various ceramic items. The Roman period is represented by plaster cast copies of two precious bronze tablets that are now kept at the Archaeological Museum in Parma: the Tabula Alimentaria Traiana and the Lex de Gallia Cisalpina. The museum also documents the Roman cremation burial sites found on the outskirts of the town that can be dated between the first and the beginnings of the third century AD with the related grave goods that include glass ointment jars, lamps and a precious Murrino glass patera, or cup. Worthy of notice are the male bearded figure made from local stone, that can be identified as a representation of Marsia, symbol of the town’s self-government, the Lunese marble tondo bearing a dedication to the Nymphs and to the Augustan Forces by Lugio Granio Prisco – the magistrate responsible for the construction of the fountain where the inscription was apparently originally located – and the polychrome mosaic with a theatre mask detached in 1762 from an area in the southern sector of the forum. During the visit it is possible to compare the first map of the archaeological digs drawn up by P.A. Martini in 1767 with the current ones based on the most recent investigations. Veleia, in the upper Chero valley, was a Roman municipium towards the middle of the first century AD. However, traces of an older settlement can be found in an Iron Age burial site. The town was found thanks to the discovery of the bronze Tabula Alimentaria Traiana, the biggest such item from the Roman age, that became the property of the Duke of Parma Philip of Bourbon, who started the excavation work. The forum, the basilica, the baths and many other buildings, along with statues and several extremely valuable items were thus brought to light On the well preserved sandstone paving of the forum, the marks left by the bronze letters of the commemorative inscription of the duumvir L. Lucilius Priscus, who financed these great public works, can be seen.
Antiquarium e Area archeologica di Veleia - Lugagnano Val d'Arda 
Antiquarium e Area archeologica di Veleia 
IT-ER-PC001 
44.8242222 
9.8282962 
1975 

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