Edificio per abitazioni in via della Cella (Modena)

http://dati.emilia-romagna.it/id/ibc/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/151789 an entity of type: ArchitecturalOrLandscapeHeritage

progetto e costruzione - Gli anni della ricostruzione vedono una proliferazione di condomini borghesi costruiti su iniziativa privata, spesso a scopo speculativo. Tra questi anche l’edificio in linea in angolo tra via Archirola e della Cella. I progettisti non rinunciano tuttavia alla ricerca di soluzioni originali, allo studio dei materiali, dei dettagli decorativi e delle cromie, ispirandosi ai colti colleghi razionalisti milanesi quali Piero Bottoni e Ignazio Gardella. Dall’ingresso su via Archirola, un lungo androne con scalinata conduce al piano rialzato dove intorno al vano scale centrale si articolano tre appartamenti. I primi due livelli, rivestiti in lastre di pietra, creano un basamento compatto. La tipologia si mantiene pressoché invariata per i restanti piani, ad eccezione dell’ultimo, occupato dalle soffitte e da un attico con ampio terrazzo. L’impaginato delle bucature risulta rigoroso e alquanto ordinario; il dinamismo dei prospetti deriva piuttosto da leggere inclinazioni e sfalsamenti in pianta – possibili grazie al sistema travi-pilastri – oltre che dalla combinazione di logge e balconi con aggetti diversificati. In particolare, il fronte ovest si caratterizza per una doppia serie di balconi con soletta trapezoidale che ne enfatizzano l’andamento scalare. Il fronte su via della Cella, leggermente inclinato, è impreziosito da fasce azzurre di mosaico ceramico, mentre nell’androne si può ammirare il dipinto di Luciano Giberti, storico collaboratore di Vecchi, che ha firmato con la sua opera numerosi edifici modenesi.
Edificio per abitazioni in via della Cella (Modena) 
1954-1955 
Pucci Mario (progetto) 
Vecchi Vinicio (progetto) 
progetto e costruzione - Gli anni della ricostruzione vedono una proliferazione di condomini borghesi costruiti su iniziativa privata, spesso a scopo speculativo. Tra questi anche l’edificio in linea in angolo tra via Archirola e della Cella. I progettisti non rinunciano tuttavia alla ricerca di soluzioni originali, allo studio dei materiali, dei dettagli decorativi e delle cromie, ispirandosi ai colti colleghi razionalisti milanesi quali Piero Bottoni e Ignazio Gardella. Dall’ingresso su via Archirola, un lungo androne con scalinata conduce al piano rialzato dove intorno al vano scale centrale si articolano tre appartamenti. I primi due livelli, rivestiti in lastre di pietra, creano un basamento compatto. La tipologia si mantiene pressoché invariata per i restanti piani, ad eccezione dell’ultimo, occupato dalle soffitte e da un attico con ampio terrazzo. L’impaginato delle bucature risulta rigoroso e alquanto ordinario; il dinamismo dei prospetti deriva piuttosto da leggere inclinazioni e sfalsamenti in pianta – possibili grazie al sistema travi-pilastri – oltre che dalla combinazione di logge e balconi con aggetti diversificati. In particolare, il fronte ovest si caratterizza per una doppia serie di balconi con soletta trapezoidale che ne enfatizzano l’andamento scalare. Il fronte su via della Cella, leggermente inclinato, è impreziosito da fasce azzurre di mosaico ceramico, mentre nell’androne si può ammirare il dipinto di Luciano Giberti, storico collaboratore di Vecchi, che ha firmato con la sua opera numerosi edifici modenesi.  

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