Borgo Rurale di Corte Cascina (Migliaro)

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progetto e costruzione - Il borgo rurale di Corte Cascina (1961-63) ultima, in ordine temporale, delle realizzazioni di borghi rurali progetti di Pierluigi Giordani, si trova nel comune di Migliaro. Il sodalizio tra l’Ente per la Colonizzazione del Delta Padano (istituito nel 1951) e l’autore, già avviato in occasione della realizzazione del borgo di Santa Giustina (1954), proseguì per tutti gli anni cinquanta e per la prima parte dei sessanta con la realizzazione di altri borghi rurali come quello di Cà Mello (1956-58), Marchiona (1956-57), San Romualdo (1956-57), S. Apollinare in Dossetti (1957-58), Oca (1961-62)e, appunto, quello di Corte Cascina. La costruzione dei borghi rurali era finalizzata a costruire dei centri di servizio per gli abitanti di estese zone agricole: essi non erano perciò dei veri e propri centri abitati ma dei luoghi dove erano concentrati i servizi essenziali per tale popolazione. Analogo alle precedenti esperienze, per quanto riguarda il programma funzionale (limitato ad una chiesa, una canonica, un asilo e un edificio sociale) e per quanto riguarda la distribuzione degli edifici attorno ad una piazza, il complesso mostra invece una ricerca formale e tipologica inedita. Se il linguaggio che caratterizzava le realizzazioni precedenti faceva largo uso di mattoni e forme tradizionali, in questo caso venne Giordani fece largo uso di cemento armato a vista e intonaco. Per la chiesa, inoltre, veniva abbandonato lo schema basilicale a favore di un’unica aula con impianto circolare. Come ha notato Fabrizio Oliva a proposito delle peculiarità stilistiche di questo borgo rispetto agli altri progettati da Giordani, «opere come questa non vanno viste isolate, ma ne quadro, anzitutto, di un grosso e silenzioso intervento di riscatto che impegna la società, nei cui risultato essa può rispecchiarsi. Costruire nel Delta non è più, tuttavia, ormai un atto pionieristico: vi è una tradizione, alla quale Giordani ha contribuito con numerose realizzazioni. Se, in questa fase del suo lavoro, egli “disegna” più che per il passato, è evidentemente perché sente l’esigenza di iniziare una opera di nobilitazione anche formale di questi contenuti, che investa possibilmente, in futuro, la struttura stessa dei programmi di costruzione, più che affidarsi al gusto della architetture».
Borgo Rurale di Corte Cascina (Migliaro) 
1961-1963 
Giordani Pierluigi (progetto) 
progetto e costruzione - Il borgo rurale di Corte Cascina (1961-63) ultima, in ordine temporale, delle realizzazioni di borghi rurali progetti di Pierluigi Giordani, si trova nel comune di Migliaro. Il sodalizio tra l’Ente per la Colonizzazione del Delta Padano (istituito nel 1951) e l’autore, già avviato in occasione della realizzazione del borgo di Santa Giustina (1954), proseguì per tutti gli anni cinquanta e per la prima parte dei sessanta con la realizzazione di altri borghi rurali come quello di Cà Mello (1956-58), Marchiona (1956-57), San Romualdo (1956-57), S. Apollinare in Dossetti (1957-58), Oca (1961-62)e, appunto, quello di Corte Cascina. La costruzione dei borghi rurali era finalizzata a costruire dei centri di servizio per gli abitanti di estese zone agricole: essi non erano perciò dei veri e propri centri abitati ma dei luoghi dove erano concentrati i servizi essenziali per tale popolazione. Analogo alle precedenti esperienze, per quanto riguarda il programma funzionale (limitato ad una chiesa, una canonica, un asilo e un edificio sociale) e per quanto riguarda la distribuzione degli edifici attorno ad una piazza, il complesso mostra invece una ricerca formale e tipologica inedita. Se il linguaggio che caratterizzava le realizzazioni precedenti faceva largo uso di mattoni e forme tradizionali, in questo caso venne Giordani fece largo uso di cemento armato a vista e intonaco. Per la chiesa, inoltre, veniva abbandonato lo schema basilicale a favore di un’unica aula con impianto circolare. Come ha notato Fabrizio Oliva a proposito delle peculiarità stilistiche di questo borgo rispetto agli altri progettati da Giordani, «opere come questa non vanno viste isolate, ma ne quadro, anzitutto, di un grosso e silenzioso intervento di riscatto che impegna la società, nei cui risultato essa può rispecchiarsi. Costruire nel Delta non è più, tuttavia, ormai un atto pionieristico: vi è una tradizione, alla quale Giordani ha contribuito con numerose realizzazioni. Se, in questa fase del suo lavoro, egli “disegna” più che per il passato, è evidentemente perché sente l’esigenza di iniziare una opera di nobilitazione anche formale di questi contenuti, che investa possibilmente, in futuro, la struttura stessa dei programmi di costruzione, più che affidarsi al gusto della architetture».  

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