Museo della Venere e dell'Elefante - Savignano sul Panaro

http://dati.emilia-romagna.it/id/ibc/IT-ER-MO007 an entity of type: Museum

The Museum, which was recently enlarged and is housed in the Civic Centre, traces the phylogeny of proboscidean mammals. The focal point of the exhibits is a Pliocene elephant skeleton, found in 1980 at Bocchirolo on the Panaro river. A particularly interesting section is dedicated to the “Venus of Savignano”: the museum displays a copy of the famous Palaeolithic sculpture depicting a steatopygian female figure found in 1924 in Prà Martin, near Savignano, and now held in Rome’s Pigorini Museum of Ethnography, which underscores the very ancient nature of human settlement in the Savignano foothills. The Museum’s roots lie in the finding of a two-million-years-old elephant skeleton on the banks of the Panaro river near Savignano in 1980. This imposing fossil is one of the region’s most important paleontological find, and is the only pachyderm known from the Po Plain. The Museum’s exhibits on the phylogeny of proboscidean mammals revolve around the skeleton of the Savignano elephant, a female specimen belonging to the genus Mammuthus, and the precursor of Mammuthus meridionalis, a species that lived in Europe at the end of the Pliocene. Indeed, the elephant skeleton, along with 17 other specimens representing the main species, is used to illustrate the evolutionary tree of the order Proboscidea. For the sake of completeness, the museum also displays a cast of a fossil of the Sicilian Pigmy Elephant (Elephas falconeri), a copy of a skeleton of a Giant Dormouse, and two normal dormice, which help illustrate gigantism and dwarfism in animals.
Ampliato e riordinato presso il Centro civico, propone un interessante percorso sulla filogenesi dei proboscidati. Al centro dell'attenzione si pone lo scheletro di un elefante dell'età pliocenica, ritrovato nel 1980 in località Bocchirolo sul fiume Panaro. Particolare interesse riveste la sezione dedicata alla "Venere" di Savignano: il museo espone una copia della celebre scultura d'età paleolitica effigiante una figura femminile steatopigia rinvenuta nel 1924 nella vicina località Prà Martin e ora al Museo Etnografico Pigorini di Roma, ulteriore testimonianza dell'antichissimo popolamento di questa fascia pedemontana. Il Museo ha avuto origine dal ritrovamento dei resti di un elefante, vissuto circa due milioni d'anni fa, sul greto del vicino fiume Panaro nel 1980. Questo imponente fossile è una delle presenze paleontologiche più importanti a livello regionale, e costituisce l'unico reperto di pachiderma rinvenuto nella Valle padana. Attorno allo scheletro dell'Elefante di Savignano - una femmina appartenente al genere Mammuthus, progenitore della specie "meridionalis" che comparve in Europa alla fine del Pliocene - si articola un percorso museale sulla filogenesi dei proboscidati; l'Elefante è infatti collocato nell'albero evolutivo dei Proboscidati, composto da 17 esemplari delle specie più significative. Per completezza didattica, sono esposti anche il calco del reperto fossile dell'elefante nano della Sicilia (Elephas Falconeri), la copia di uno scheletro di ghiro gigante e due ghiri di dimensioni normali, al fine di illustrare i fenomeni del gigantismo e del nanismo negli animali.
Museo della Venere e dell'Elefante - Savignano sul Panaro 
Museo della Venere e dell'Elefante 
44,4801452 
11,0338811 
Scienza e Storia naturale 
IT-ER-MO007 
1980 

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