Centro di Documentazione del Mondo Agricolo Ferrarese - Ferrara

http://dati.emilia-romagna.it/id/ibc/IT-ER-FE028 an entity of type: Museum

The collection was opened to the public in 1981, thanks to a collaborative initiative between the agricultural entrepreneur and collector Guido Scaramagli and the Municipality of Ferrara. It aims to document rural life and work from the end of the 19th century to the mid-20th. The centre owns over 12,000 items, most collected by Scaramagli himself and displayed in several rooms in a rural home built around 1950, its adjacent barn, and the two outbuildings added in the 1980s. The centre features replicas of a rural clinic, artisans’ workshops, a classroom, and several rooms from typical rural home. A recently-built hangar houses agricultural tools and machines, along with documentation on travelling craftsmen. This same building also hosts temporary exhibitions. An agricultural library includes relevant books and journals, along with rarities such as a full set of "L’Agricoltore ferrarese" magazine. The barn houses two puppeteers’ workshops, including stages, mobile stage sets, and scripts, owned by two important local figures: Ettore Forni and Pompeo Gandolfi. The puppeteer, sculptor, playwright, and scenographer Ettore Forni (1877-1959) worked mostly in the Ferrara and Rovigo areas, but also in the provinces of Modena, Ravenna, and Bologna. His collection comprises 53 puppets, about 100 set designs, 24 stage props (weapons, fittings, etc.), over 130 scripts, a puppet theatre with gable and a smaller, dismountable puppet theatre, 8 gangplanks, documents, letters, and posters. Pompeo Gandolfi (1896-1971) was active in the second half of the 20th century, especially in the province of Bologna. His anti-fascist ideals caused him some trouble during Mussolini’s dictatorship, but he was nevertheless able to express his ideas through his puppets. His daughter Mirka, who worked with him, donated her father’s material to the museum. Gandolfi’s collection comprises about 20 puppets, a similar number of scripts, 50 set designs, and about 10 stage props.
La collezione è stata aperta al pubblico nel 1981 per iniziativa dell'imprenditore agricolo e collezionista Guido Scaramagli, in collaborazione con il Comune di Ferrara, con l'intento di offrire una documentazione sul lavoro e la vita rurale dalla fine dell'Ottocento alla prima metà del Novecento. Sono oltre dodicimila gli oggetti che compongono il patrimonio, riuniti dallo stesso Scaramagli ed esposti in alcune sale di una casa rurale costruita intorno al 1950, nel fienile annesso e nei due corpi laterali aggiunti negli anni Ottanta. Negli edifici sono stati ricostruiti un ambulatorio medico, botteghe artigiane, un'aula scolastica ed alcuni ambienti domestici. Una costruzione più recente ospita attrezzi e macchine per il lavoro agricolo, oltre a testimonianze dei mestieri ambulanti. Nello stesso capannone vengono allestite mostre temporanee. Una biblioteca di agricoltura raccoglie libri e riviste di particolare interesse e rarità come la raccolta integrale dell'"Agricoltore ferrarese". Nel fienile trovano posto due ateliers di burattinai, corredati di palco, scene mobili e copioni, ascrivibili a due importanti personalità: Ettore Forni e Pompeo Gandolfi. Ettore Forni (1877-1959), burattinaio, scultore, drammaturgo e scenografo, ha lavorato soprattutto nell’area ferrarese e rodigina, ma anche nelle province di Modena, Ravenna, Bologna. La sua collezione comprende 53 burattini, un centinaio di scenografie, 24 pezzi di attrezzeria (armi, suppellettili, ecc), oltre 130 copioni, un teatrino con frontone, un secondo teatrino smontabile di dimensioni più ridotte, 8 plance, documenti, lettere e locandine. Pompeo Gandolfi (1896-1971) ha operato nella seconda metà del Novecento soprattutto nella provincia di Bologna. Antifascista, ebbe problemi durante il regime, ma riuscì comunque a manifestare le proprie idee con i suoi burattini. La figlia Mirka che lavorava con lui ha destinato al museo i materiali del padre. Il suo fondo comprende una ventina di burattini, altrettanti canovacci, 50 scenografie e una decina di pezzi di attrezzeria.
Centro di Documentazione del Mondo Agricolo Ferrarese - Ferrara 
Centro di Documentazione del Mondo Agricolo Ferrarese 
11,58731218002810 
44,71860551280580 
Etnografia e Antropologia 
IT-ER-FE028 
1981 

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