Museo della Civiltà Contadina "Istituzione Villa Smeraldi" - Bentivoglio

http://dati.emilia-romagna.it/id/ibc/IT-ER-BO054 an entity of type: Museum

Il museo ha perseguito fin dalla sua fondazione l'ambizioso obiettivo di coniugare la ricerca storiografica con l'attività espositiva e didattica propria di un museo modernamente inteso, presentando l'innovazione tecnologica come il risultato di dinamiche sociali e culturali complesse. A differenza della maggior parte dei musei del settore, a Villa Smeraldi le tecniche agrarie e lavorative del passato non sono al primo posto nell'esposizione; l'accento è invece posto sulla storia, all'interno della quale le vicende dell'innovazione si dipanano. Il museo è stato istituito nel 1975. Fin dagli anni Sessanta, un'associazione di contadini ed ex contadini ("Gruppo della stadura") aveva iniziato la raccolta di materiali e suppellettili nelle campagne della zona. L'intervento di studiosi riuniti intorno alla cattedra di Storia Economica di Bologna (il Centro Economia, Società, Tecnologie), nel riconoscere il valore storico e documentale della raccolta, oltre alle sue potenzialità didattiche, favorì la costituzione del museo, che si dette una forma gestionale inedita per quel tempo con l'associazione di enti pubblici e privati. Nel 1998 è stata creata l'Istituzione Villa Smeraldi. Il museo ha sede nel complesso costituito dalla villa ottocentesca e dagli annessi colonici. L'efficacia del museo consiste nella semplicità delle sue coordinate concettuali. Una cornice territoriale precisa: la pianura a nord di Bologna bonificata nel XVIII secolo; un contratto di lavoro: la mezzadria, in vigore per oltre sette secoli, durante i quali modi di vita e di produzione hanno subito scarse modifiche; i sistemi colturali e i prodotti relativi: il grano e la vite e, in modo fortemente specializzato fino al secondo dopoguerra, la canapa. Il tutto viene presentato alla luce del rapporto che legava la campagna alla città. La raccolta ammonta ad oltre cinquemila oggetti, comprendenti attrezzi, grandi macchine, mobili e suppellettili. Il percorso espositivo si è poi arricchito nel tempo di nuove sezioni che documentano lo svolgimento delle attività produttive e il piccolo artigianato legato alle attività del mondo rurale. E' così possibile ripercorrere la storia della frutticoltura industriale bolognese ed emiliano-romagnola e quella dell'apicoltura, conoscere le peculiarità della produzione artigianale locale, approfondire le pratiche d'allevamento del bestiame e le fasi della raccolta e trasformazione del latte. Di particolare interesse, si segnala la visita alla grande cucina contadina, cuore pulsante della casa, ricostruita attraverso testimonianze originali. Esistono una biblioteca storica specializzata (oltre tremila volumi e riviste italiane ed estere), comprendente un consistente numero di opuscoli ereditati dalle Cattedre ambulanti di Agricoltura, ed un ricco Archivio fotografico. Sono presenti stoffe, costumi, tappezzerie, nonché stampe, incisioni e matrici.
Ever since its foundation, the Museum has pursued the ambitious goal of combining historic research with the exhibitions and educational activities of a modern museum. It presents technological innovation as the outcome of complex social and cultural dynamics. Unlike most museums of its kind, the focal point of Villa Smeraldi’s exhibits is not the agricultural techniques of the past; rather, it stresses the historical context within which innovation takes place. The Museum was instituted in 1975. As early as the 1960s, a group of farmers and ex-farmers ("Gruppo della stadura") had begun to collect material and tools from the local countryside. A group of scholars associated with the Economic History Department of the University of Bologna (Centro Economia, Società, Tecnologie) recognised the historic and educational value of the collection, and encouraged the institution of the Museum, whose mixed public-private management was unique at the time. In 1998 the Istituzione Villa Smeraldi was created. The Museum is housed in the 19thcentury Villa Smeralda and annexed buildings. The Museum’s success in getting its message across lies in its simple conceptual approach. It focuses on a precisely defined territory, the part of the Po Plain that lies north of Bologna and was drained during the 18thcentury, and a particular agricultural labour system known as metayage. This system was in place for over seven centuries, during which the way of life and work of local farmers changed very little. The Museum also looks at the crops that were cultivated under this system, namely wheat and grapes, as well as hemp, which was the focus of a highly specialized cultivation system until after World War II. These topics are presented in a way that highlights the relationship between the city of Bologna and the countryside. The collection has over 5,000 items, including tools, machinery, furniture, and furnishing. Over time, the Museum acquired additional sections documenting productive activities and the small-scale artisanal activities linked to the rural world. It traces the history of industrial fruit cultivation in Bologna and Emilia-Romagna and of beekeeping, sheds light on the unique aspects of local artisanal production, and describes cattle husbandry practices along with the way milk is collected and processed. The large farmhouse kitchen – the focal point of any rural home – was reconstructed in accordance with original accounts and is one of the Museum’s highlights. The Museum also has a specialized historical library (over 3,000 books and Italian and foreign journals), a large number of brochures inherited from the Cattedre ambulanti di Agricoltura – a 19th and early 20th century institution focusing on promoting technical knowledge among farmers - and an extensive photographic archive. Finally, the collection includes textiles, costumes, tapestries, prints, etchings, and matrixes.
Museo della Civiltà Contadina "Istituzione Villa Smeraldi" - Bentivoglio 
Museo della Civiltà Contadina "Istituzione Villa Smeraldi" 
11,41726406286200 
44,60353129989990 
Etnografia e Antropologia 
IT-ER-BO054 
1973 

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