Museo dell'Assistenza Infermieristica - Bologna

http://dati.emilia-romagna.it/id/ibc/IT-ER-BO044 an entity of type: Museum

Located at the Codivilla-Putti Research Institute, which is part of the Rizzoli Orthopaedic Institute, the museum has collected aids, documents and testimony (photographs, interviews, period newspapers and more) from former hospitals, nursing schools and private collections, thanks to the collaboration of agencies and associations – public and private – in the city and province of Bologna. It was established to help citizens learn more about the significance of nursing, but also to help nurses themselves maintain an awareness of the history of their profession, which has always underpinned their present and future identity. The orthopaedic section reconstructs a hospital unit with 19th-century furnishings, traction equipment for fractures and instruments for preparing casts, as well as rehabilitation materials. In addition to the psychiatric section, which has a very old containment bed, straitjackets and restraints, and electroshock equipment, there are obstetric-gynaecological, paediatric and general medicine sections; the latter also has wartime nursing materials (First and Second World Wars). The evolution of nursing and the technology that supports it is underscored by changes in the materials used in different periods: from glass, ceramic or metal, employed for items that had to be reused, to plastic and cardboard, used for modern disposable items. Various objects testify to this evolution, including an extensive collection of syringes, among which a Jube syringe for direct blood transfusions from the donor to the recipient. Several photographs portray Red Cross volunteer nurses at work during wartime and assisting in national and international disasters from 1908 (the year the corps was founded in Italy) to today. This core collection has recently been supplemented by original documents donated by the heirs of a Red Cross nurse who worked as a volunteer in East Africa in 1936–37, testifying to the daily activities at the front and on hospital ships. There are also colourful reproductions of stamps from around the world devoted to nurses and nursing. The museum also takes a fascinating look at how cinema has dealt with the issue of mental illness and assistance – including nursing – provided to psychiatric patients.
Presso l'Istituto di Ricerca Codivilla-Putti, facente capo all’Istituto Ortopedico Rizzoli, il museo ha consentito la raccolta di presidi, documenti e testimonianze (fotografie, interviste, giornali d’epoca, ecc.) provenienti da ex-ospedali, scuole per infermieri e collezioni private, grazie alla collaborazione tra enti e associazioni, pubblici e privati, di Bologna e provincia. Nasce per far conoscere meglio ai cittadini il significato dell’assistenza infermieristica, ma anche per mantenere viva negli infermieri stessi la consapevolezza del proprio passato, che costituisce sempre il fondamento della propria identità presente e futura. La sezione ortopedica ricostruisce un’unità di degenza con alcuni arredi ottocenteschi, varie apparecchiature per la trazione delle fratture e il confezionamento di apparecchi gessati, nonché materiali per la riabilitazione. Alla sezione psichiatrica - con un vecchissimo lettino di contenzione, camice di forza e fasce di contenzione, un apparecchio per elettroshock - si affiancano una sezione ostetrico-ginecologica, una pediatrica, e una generalista, che conserva tra l’altro materiale assistenziale del periodo bellico (Prima e Seconda Guerra Mondiale). L’evoluzione dell’assistenza e della tecnologia che la supporta è evidenziata dal mutamento dei materiali utilizzati nelle diverse epoche: dal vetro (o ceramica o metallo) di presidi che dovevano essere comunque recuperati, alla plastica e al cartone dei materiali monouso usati oggi. Testimoniano questa evoluzione vari oggetti, tra cui una articolata collezione di siringhe annoverante tra l’altro un esemplare della siringa di Jubè, usata per le trasfusioni di sangue dirette da donatore e ricevente. Alcuni scatti fotografici ritraggono le Crocerossine Volontarie nello svolgimento delle loro attività assistenziali, prestate durante i periodi bellici e le calamità nazionali e internazionali dal 1908 (anno della fondazione del corpo in Italia) ad oggi. Tale nucleo si è arricchito recentemente con documenti originali, donati dagli eredi di una Crocerossina che fu volontaria in l’Africa orientale nel 1936-37, a testimonianza dell'attività quotidiana al fronte e sulle navi-ospedali. Non mancano coloratissime riproduzioni di francobolli dedicati all’infermiere e all’assistenza infermieristica in tutti i paesi del mondo. Di particolare interesse l’analisi di come il cinema ha trattato il tema della malattia mentale e dell’assistenza, anche infermieristica, ai malati psichiatrici.
Museo dell'Assistenza Infermieristica - Bologna 
Museo dell'Assistenza Infermieristica 
11,34099885502050 
44,47630776018290 
Specializzato 
IT-ER-BO044 
2000 

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