Trasparenza, cosa fare per migliorarla? Trasparenza, cosa fare per migliorarla? Una piena e compiuta cultura della trasparenza e dell’accesso non può essere affermata limitandosi a pubblicare quanto previsto dalla norma. Occorre un sforzo ulteriore per rendere i dati e le informazioni realmente comprensibili e valorizzabili da parte di chiunque interessato. Questi i presupposti che hanno portato la Regione Emilia-Romagna ad avviare il nuovo percorso di partecipazione E-R Trasparente per chiedere idee e contributi c... Read more

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Sono stati pubblicati i video e i materiali dell’iniziative “Open Sanità, una giornata sui dati aperti”, l'evento, tenutosi il 17 giugno scorso, ha preso le mossa dalla presentazione del progetto ReportER realizzato dal Sistema Informativo della Direzione generale Sanità e Politiche Sociali per la consultazione dei dati su temi sanitari e sociali. A questo è seguito un nuovo appuntamento del ciclo "Sanità in movimento" che ha presentato una panoramica su pratiche e prospettive italiane ed europee di utilizzo dei dati aperti dei servizi pubblici.
Ricordiamo che fino al 30 settembre saranno raccolti feedback e proposte sulla “Piazza della partecipazione” di Sanità in Movimento.

Consulta i video e i materiali dell'iniziativa sul portale dell'Agenzia sanitaria e sociale regionale.

altIl portale Open Aid nasce con l’obiettivo di mettere a disposizione di tutti i dati e le informazioni sull’aiuto pubblico dell’Italia ai paesi partner proveniente da istituzioni pubbliche (“Aiuto Pubblico allo Sviluppo”), sulla destinazione e l’impiego dei fondi per le diverse iniziative a partire dal 2004.

Inizialmente la piattaforma conterrà in prevalenza dati ed informazioni sull’Aiuto Pubblico allo Sviluppo (ODA), cioè l’aiuto fornito dalle Amministrazioni Pubbliche italiane sia direttamente che attraverso le Organizzazioni Internazionali. Nelle fasi successive di evoluzione, il sistema verrà aperto alla collaborazione delle organizzazioni non governative e dei privati per poter fornire quanto prima un quadro esaustivo dell’Aiuto per lo Sviluppo dell’intero sistema Italia. La Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri (DGCS) ha ritenuto prioritario ed irrinunciabile dotare il Paese di un simile strumento, anche per rispettare l’impegno sulla piena trasparenza assunto in occasione della Conferenza internazionale sull’efficacia per lo sviluppo di Busan (guarda il video).

I dati. Sono disponibili in formato aperto i dati sulle iniziative della cooperazione italiana allo sviluppo per quanto riguarda gli aiuti bilaterali e multi-bilaterali. È possibile scaricare un file per ogni anno e il file con la delle linee guida dell'OCSE. A breve inoltre saranno disponibili le API (Application Programming Interface) compatibili con lo standard IATI.

Leggi la notizia alla fonte sul sito openaid.esteri.it 

altAvete mai pensato al cibo quale gustoso mezzo per visualizzare i dati? Come sarebbe una zuppa di pesce la cui ricetta si basa sugli open data relativi alla pesca? O delle lenticchie preparate con i dati apertidell’età media, la dimensione della popolazione e le lingue parlate negli Stati Uniti e in Italia?

“Data Cusine”. Per fornire una risposta a queste curiosità è nato Data Cusine, ideato e progettato da Prozessagenten, che si pone il succulento obiettivo di utilizzare il cibo come mezzo di espressione culinaria - leggi dataviz ma anche "data-taste" - dei dataset.

altLe “variabili culinarie”. Fino ad oggi, raccontare storie partendo dai dati è stato appannaggio del datajournalism. Un primato che viene meno con Data Cusine e le sue tante “variabili culinarie” che è possibile utilizzare per comunicare le informazioni: il gusto (dai sapori fondamentali quali dolce, amaro, acido a combinazioni complesse), la consistenza del cibo, ma anche la connotazione culturale di ingredienti e piatti (patate, caviale, eccetera); i parametri di cottura (ed esempio la temperatura di cottura o la durata), per non parlare della temperatura e di tutte le decisioni da prendere una volta servito il piatto: dalla porzionatura alla presentazione della vivanda. Le possibilità sono quindi davvero moltissime.

altLa ricetta. Ed ecco una delle tante ricette proposte: “Age & Language in Lentils”, ovvero il tentativo di rappresentare - tramite un piatto di lenticchie - l’età media, le dimensioni della popolazione e le lingue parlate negli Stati Uniti e in Italia. Il numero di persone che parlano inglese è rappresentato dalla quantità di yogurt, mentre i pomodori con il basilico indicano la popolazione di lingua italiana. Il numero di lenticchie ed il loro "grado di cottura" simboleggiano rispettivamente la dimensione complessiva della popolazione e l'età media.







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In un articolo dal titolo “Come i dati aiuteranno a creare comunità più sostenibili”, Daniel Castro, direttore del Center for Data Innovation, spiega in che modo i dati aperti siano una opportunità per costruire comunità più sostenibili, cioè le comunità che utilizzano i dati per ridurre al minimo il loro impatto ambientale.

In particolare, i dati possono essere usati per creare comunità più sostenibili in almeno tre modi:

  1. decisioni più informate: l’internet delle cose, i sensori presenti nelle città, produrranno dati dettagliati in tempo reale (più affidabili e tempostivi di quelli disponibili oggi) sulle nostre comunità, compresi quelli come ad esempio relativi alla qualità dell'aria (si pensi a Air Quality Egg, un dispositivo wireless low-cost che permette di raccogliere informazioni in più posizioni all’interno di una città) o per l'utilizzo di acqua (vedi Wally, un sistema di sensori a domicilio progettato per rilevare le perdite dell'impianto idraulico e ad allertare i proprietari della necessità di riparazioni)
  2. decisioni ottimizzate: i dati, combinati con simulazioni e modellazione predittiva, possono essere utilizzati per rendere certi processi più efficienti. Un esempio è BigBelly trash cans—solar-powered, compattatore di rifiuti che allerta le squadre igienico-sanitarie quando è pieno.
  3. decisioni automatizzate: i dati possono essere combinati con dispositivi intelligenti per automatizzare molte decisioni. Un semplice esempio sono i sensori per lo spegnimento delle luci quando una stanza è vuota o quando c'è luce sufficiente. Allo stesso modo, dispositivi intelligenti come il termostato Nest contribuiscono a ridurre il consumo energetico residenziale ottimizzando il riscaldamento o l’aria condizionata automaticamente quando non c'è nessuno a casa.

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