Il terzo raduno di Spaghetti Open Data Il terzo raduno di Spaghetti Open Data Si chiama SOD15 e si tiene a Bologna il 27, 28 e 29 marzo 2015. È il terzo raduno di Spaghetti Open Data. Se hai a cuore il tema dei dati aperti, e se ti senti almeno un po' civic hacker è il posto giusto per te, chiunque tu sia e qualunque cosa tu sappia o non sappia fare. Su Spaghetti Open Data ci sono sviluppatori, giornalisti, funzionari pubblici, ricercatrici, giuristi, attiviste, studenti e un bel po' di semplici curiosi di tutti i ses... Read more

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C’è tempo fino al 28 febbraio per partecipare al contest ICity, progetto giunto alla seconda fase il cui obiettivo ora è la realizzazione di una app attraverso i dati della piattaforma del progetto europeo che promuove la co-creazione di applicazioni e servizi di interesse pubblico con il coinvolgimento attivo di cittadini, imprese, università, associazioni.
La sperimentazione del progetto è ospitata da Bologna, Barcellona e Genova.

Tre i premi destinati alla migliori app sono rispettivamente di 3milia, 1500 e 750 euro.
Le proposte devono utilizzare almeno un dataset presente nel portale ICity, i cui sviluppatori saranno i giurati valutatori delle applicazioni partecipanti.
Le premiazioni si terranno a Barcellona fra il 1 e il 15 marzo 2015.

Leggi il regolamento del contest qui (pdf).

Consulta maggiori informazioni su ICity.

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È giunto alla quinta edizione l’International Open Data Day, sbarcato in Italia nel 2013. I primi due appuntamenti hanno ottenuto un grande successo soprattutto grazie alla cooperazione di tutti gli attori italiani in materia: dalle pubbliche amministrazioni locali ai piccoli imprenditori, dalle associazioni alle grandi imprese, dalle amministrazioni centrali alle aziende partecipate, dall’università ai centri di ricerca, senza dimenticare i civic hacker.

Quest’anno l’appuntamento è il 21 febbraio e saranno riattivare le energie che hanno garantito, in piena cooperazione fra i soggetti interessati, il successo delle edizioni precedenti.
Oggi gli open data, al contrario di un paio d’anni fa, sono entrati nel vocabolario comune, nei testi dei bandi pubblici e nella mission delle imprese. Per questo le nuve domande a cui rispondere sono legate all’adozione di standard unici, alla definizione di protocolli di qualità da rispettare; l’IODD 2015 sarà anche l’occasione per fare una valutazione concreta sui vantaggi reali – anche economici – che dai dati aperti sono venuti finora a cittadini, associazioni, imprese e amministrazioni.

Per maggiori informazioni ed il programma delle iniziative messe in campo, vai sul portale Opendataday.it
 

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Un appuntamento per fare il punto sul riuso dei dati geografici aperti. Questo l’obiettivo che si propone la terza conferenza OpenGeoData Italia “Dati geografici: l’Open Data consapevole” che si terrà il 19 febbraio a Roma presso il Centro Congressi Frentani. Una giornata in cui si punteranno i riflettori sui protagonisti del riutilizzo dei dati geografici aperti: enti pubblici, professionisti, aziende, sviluppatori, studenti e ricercatori.

I temi. Fra gli argomenti affrontati:

  • dialogo e collaborazione fra gli attori dell’Open Data;
  • promozione della cultura dei dati aperti e formazione al loro riutilizzo;
  • miglioramento della qualità dei dataset;
  • creatività nel riuso;
  • pubblicazione ed uso di dati dinamici.

Gli appuntamenti. Nel programma della Conferenza:
  • una sessione plenaria mattutina ricca di interventi ed esperienze (trasmessa in streaming);
  • un corso di formazione diviso in due parti: la prima dedicata all’open-geo-data consapevole per gli utilizzatori, la seconda per gli enti pubblici;
  • una sessione dedicata ai dati aperti statici e dinamici sulla mobilità e sui trasporti pubblici ed al loro riuso;
  • una sessione dedicata alle applicazioni per i dati geografici aperti.

Maggiori informazioni sul sito OpenGeoData Italia
 

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È online l’Open Data Barometer Global Report 2015, realizzato dalla World Wide Web Foundation, un documento che descrive lo stato delle politiche per la promozione dei dataset di dati pubblici e dell’open government nel mondo.

Lo studio riconosce i passsi in avanti fatti in materia di messa a disposizione del patrimonio informativo pubblico, come la sottoscrizione da parte dei leader del G8 dell’Open Data Charter nel 2013 promettendo di rilasciare i dati del settore pubblico, a titolo gratuito, in formati aperti e riutilizzabili; finalità ribadite durante l’ultimo G20, nel quale le maggiori economie industriali si sono impegnate per promuovere gli open data come strumento contro la corruzione, e le Nazioni Unite hanno riconosciuto la necessità di una "rivoluzione dei dati" per raggiungere gli obiettivi di sviluppo globali.

Nonostante questi impegni, la seconda edizione dell’Open Data Barometer dimostra che c'è ancora una lunga strada da percorrere per fornire ai cittadini dati da mettere a valore.
La ricerca suggerisce alcuni dei passaggi chiave necessari per dar vita alla "rivoluzione dei dati" che farebbe davvero la differenza anche in termini di trasparenza nelle pubbliche amministrazioni: occorre una maggiore volontà politica da parte dei Governi e degli enti pubblici nel rilasciare dataset ‘sexy’, ovvero interessanti per gli utilizzatori, nonchè per i cittadini (ad esempio i dati sulla spesa pubblica o sull’efficacia ed efficienza dei servizi pubblici); bisogna investire in competenze digitali di cittadini, professionisti e addetti alla PA per comprendere e saper gestire i dati; una riforma legislativa e regolamentare del settore orientata al rafforzamento del diritto all’informazione e alla privacy, intesi come colonne portanti degli open data; supporto tecnico e operativo per promuovere gli open data a livello di governo delle città.

Su 86 Paesi esaminati dal Rapporto, circa il 90% non ha ancora pubblicato set di dati in formato aperto e accessibile a tutti, né ha aumentato la trasparenza della PA. Solo l’8% è risultato in linea con gli obiettivi fissati dall’ Open Data Charter.
Tra i Paesi che hanno stabilito ottime performance nelle politiche open data vi sono: Regno Unito, Stati Uniti, Svezia, Francia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Canada, Norvegia, Danimarca, Australia. Tra quelli considerati emergenti e in avanzamento in termini di open data troviamo: Spagna, Cile, Repubblica Ceca, Brasile, Italia (che nella classifica generale è al 22° posto), Messico, Uruguay, Russia, Portogallo, Grecia.


Leggi la notizia sul quotidiano online Key4biz

Leggi l'articolo "Open data, si può (e si deve) fare di più" di Fabio Chiusi su Wired.



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